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Magie di vetro

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I complementi d’arredo Tonelli mettono in scena la più alta qualità del vetro. Un vetro che, da 25 anni, viene incollato a mano. Tutto iniziò nel 1988, quando l’ingegner Isao Hosoe, dopo il primo incontro con Tonelli, scrisse al maestro Shiro Kurumata – allora impegnato in una sperimentazione con le colle acriliche - per confrontarsi circa questa tecnica artigianale solida e duratura. Da allora, i complementi d’arredo dell’azienda sono rimasti fedeli alle origini, segnando l’importante tappa del 25° anniversario. Un compleanno, questo, festeggiato con un cofanetto di 8 volumi che ripercorre la storia di Tonelli, presentato allo scorso Salone. E proprio al Salone, in un allestimento ideato da Giovanni Tommaso Garattoni, sono stati presentati i nuovi complementi in vetro firmati Tonelli. Tra di essi, molti tavoli. Claro, di Fabio Calvi e Paolo Brambilla, è un tavolo dalla struttura alare su cui poggia un piano in vetro extrachiaro; la trave centrale, dalla lunghezza variabile, è sorretta da due gambe ispirate agli anni ’50 e alle sperimentazioni del Maestro francese Jean Prouvè. Dal genio di Karim Rashid nasce invece Veer, tavolino dalla struttura a doppio utilizzo. Posizionata orizzontalmente ricava, sotto la lastra ovale di vetro, uno spazio per libri e riviste, posizionata verticalmente regala una nuova visione dello spazio domestico. Altro tavolino degno di nota è Bakkarat, di D’Urbino-Lomazzi, la cui saetta in cristallo irrompe nel piano di cui diventa struttura portante. Ecco poi Penrose: originalissimo, il tavolo a due gambe porta la firma di Isao Hasoe con Lucio Fontana e Masaya Hashimoto. È un tavolo che mette in scena una magia: attraverso l’incollaggio di lastre di vetro, rivestite finemente nel taglio obliquo di ogni spigolo, il vetro diventa leggero e si piega su se stesso, pur rimanendo in perfetto equilibrio.

Tag: complementi d’arredo, vetro, complementi, tavoli, tavolo, tavolino






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