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Ridisegnare gli spazi

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Roma, quartiere Monteverde. All’interno di una palazzina degli anni Sessanta, un appartamento di 100 metri quadrati appariva suddiviso in tanti piccoli ambienti, con l’utilizzo di troppi materiali diversi tra loro. Oggi, dopo l’intervento a cura di Mohamed Keilani e Luca Gasparini dello studio romano Noses Architects (www.noses.it - noses@noses.it – Tel. 0697840835), le stanze piccole e buie hanno lasciato il posto ad ambienti aperti, con le tramezzature interne ridotte al minimo e la luce che filtra da ogni dove. L’ingresso si apre su un piccolo disimpegno – arricchito dalla libreria razionalista in ferro laccato bianco - con, a destra, zona giorno e cucina e, a sinistra, due camere da letto e due bagni. L’elemento che più colpisce è l’imponente setto strutturale portante, che si trasforma in un originale elemento d’arredo rivestito in ferro naturale. Vineria da una parte, porta-vasi dall’altra, il pilastro introduce la zona giorno e la cucina facendo, con il suo bel colore scuro, da elemento di rottura rispetto alla neutralità dell’ambiente circostante, fatto di pavimenti e mura grigie, con la cucina in legno bianco realizzata su misura e dotata di zona lavello e fuochi in grafite nera. Estremamente funzionale è la scelta di utilizzare il blocco in falegnameria bianca che racchiude il bagno ospiti come parete attrezzata della cucina. Ed è proprio la cucina l’ambiente più importante: è qui che i padroni di casa incontrano i loro ospiti, qui che si svolge la quotidianità; per questo motivo, una parete lignea scorrevole con ante a pacchetto la collega direttamente all’area living, dando vita a un open-space “a intermittenza”, con la cucina a vista quando le ante sono aperte e con due ambienti a sé quando queste sono chiuse. Duttilità, personalizzazione, funzionalità: sono queste le parole chiave del progetto, che ben si esprimono proprio nella zona giorno. Un ambiente trasformabile secondo le esigenze del momento, dove forma e funzione si uniscono grazie alle peculiarità dei materiali utilizzati. Ogni elemento d’arredo è stato studiato e realizzato artigianalmente, così da sfruttare al meglio gli spazi senza soffocarli; da qui la scelta di utilizzare porte scorrevoli in vetro che lasciano la luce libera di filtrare, e aumentano otticamente la profondità dello spazio. La luce passa attraverso il vetro e illumina la collezione d’arte presente nell’appartamento, con le opere di Marco Tamburro e una prova di stampa originale di Mario Schifano.  Foto di Filippo Vinardi

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