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Il fascino del non finito nell’appartamento di una stilista

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L’architetto Roberta Fasola firma in provincia di Como un ampio loft, arredato con abilità dalla canturina Caspani Cugini. L’open space – 150 i mq totali – è il regno di una stilista e della sua famiglia. Un inno alla convivialità e ai momenti tra amici. Uno spazio nato dall’ampliamento di un appartamento preesistente per mezzo dell’accorpamento di spazi prima esterni, al primo piano di una piccola palazzina. Se il volume dell’edificio, così come la sua faccia esterna, non cambia, non si può certo dire lo stesso degli spazi interni: le tante piccole stanze sono state trasformate in ampi spazi, sottolineati dall’utilizzo di materiali diversi. Il soggiorno è stato ampliato, un secondo bagno aggiunto, e grandi armadiature introdotte. Il risultato è, per volere della proprietà che lo definisce “la Cà Rotta”, un appartamento “grezzo”, come se fosse rotto o mai finito. Ecco quindi che a giocare un ruolo fondamentale è la materia. C’è il cemento inciso a rullo come nei garage di inizio secolo, qui utilizzato per l’intera pavimentazione e le cui crepe di assestamento e la finitura opaca di protezione sono state volutamente mantenute; e c’è il mattone, quello pieno a vista e dipinto di bianco per alcune pareti. Ingresso, zona divani con camino, area pranzo e cucina sono ora racchiusi in un unico grande ambiente; una stanza e molte pareti sono state demolite, sostituite solo da una serie di mensole in rovere finito a cera, e chiamate a svolgere diverse funzioni. Assemblate a libreria dividono la zona d’ingresso dalla cucina aperta, in soggiorno diventano un angolo computer, nella camera del figlio ancora libreria e tavolo studio. Ovunque sono destinate a ospitare oggetti, fotografie e ricordi, e accostate a mobili in legno massello e agli elementi in ferro nero cerato a effetto naturale. La penisola della cucina, che reinterpreta il piano in granito recuperato e lo integra con un elemento in rovere a uso tagliere e contenitore, si apre sull’area living per mezzo di due pareti in ferro nero da 130 cm, che mascherano la vista di gas e lavelli e rivestono la grande cappa rettangolare. Vetri e porcellane sono lasciati a vista, ed esposti su ripiani in lamiera microforata. Legno e ferro tornano anche nelle camere minimal, a contrasto con le pareti bianche scorrevoli degli armadi, e nei bagni. Il bagno dedicato al proprietario ha una doccia passante con vasca in acciaio inox integrata da un grigliato metallico e delimitata da due pareti in cemento armato; il bagno della proprietaria e del figlio è invece ricavato da parte del guardaroba ed ex vano scala (la parte restante ospita invece una cabina armadio). La nuova parete esterna in vetrocemento fa da sfondo ora alla vasca rivestita in pietra. Grande importanza è data anche alla luce, sia naturale che artificiale, chiamata ad esaltare spazi e materia. Di giorno, grazie anche alla presenza delle pareti vetrate, invade tutto l’appartamento; di notte si fa design, grazie a calcolati punti luce. Applique a forma di corni cromati delimitano i corridoi e l’open space della zona giorno, mentre lampade tecniche e minimali individuano gli spazi di camere e bagno. Il supporto illuminotecnico è stato fornito dalla Tuttaluce sas di Como. Foto di Lorenza Ceruti.

Tag: Roberta Fasola,loft,arredare,appartamento






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